2014-01-21

Intervista a Radio Vaticana. Famiglie coreane separate dalla guerra: la Nord Corea dice no a nuovi incontri

Famiglie coreane separate dalla guerra: la Nord Corea dice no a nuovi incontri La Corea del Nord ha respinto la proposta sudcoreana di riprendere il dialogo in vista di nuovi incontri tra famiglie coreane, separate dalla guerra del 1950-‘53, in occasione del Lunar New Year, il prossimo 31 gennaio. Negli incontri svoltisi prima del 2010, si sono ricongiunte - seppur brevemente - oltre 3.800 famiglie. Un comunicato di Pyongyang fa cenno a riunioni che potranno avvenire in un non meglio specificato “momento giusto”, menzionando come “ostacolo” nelle relazioni bilaterali le annuali esercitazioni militari congiunte tra Sud Corea e Stati Uniti. Ce ne parla la professoressa Rosella Ideo, esperta di Storia politica e diplomatica dell’Asia Orientale, intervistata da Giada Aquilino :

 R. – Sicuramente è un pretesto. Queste riunioni, tra l’altro, sono state troncate nel 2008, quindi è da allora che non si hanno più riunioni di familiari divisi dalla guerra di Corea, terminata nel 1953.

 Vorrei ricordare che i familiari divisi non hanno più avuto tra loro contatti regolari né telefonici, né per iscritto. Quindi, questo è un punto dolente per i coreani, sia per quelli del Sud, sia per quelli del Nord. Certo, è stata un po’ ambigua la dichiarazione dei nordcoreani, perché hanno detto: “Rimandiamoli ad una stagione migliore, non è possibile una riunione armoniosa e pacifica mentre esplodono bombe e si sentono volare i proiettili” delle esercitazioni. Persino il partito di opposizione in Corea del Sud è insorto: le riunioni di tutte le famiglie all’inizio dell’anno lunare rappresentano una delle feste più importanti sia al Nord sia al Sud, perché la famiglia è il nucleo fondamentale per i coreani. D. – Ci sono numeri relativi alle famiglie separate? Per gli incontri che si sono avuti nei primi anni Duemila si è parlato di riunificazione per più di 3.800 famiglie … R. – Sono state divise nella guerra di Corea oltre 10 milioni di famiglie e i sopravvissuti ormai sono sempre meno. Sono questioni molto emotive. Anche in Corea del Sud si sente questo strappo. D. – Nella politica del leader supremo, Kim Jon Un, i ricongiungimenti di famiglie che ruolo hanno? R. – Sono un po’ una merce di scambio. E’ chiaro che tutti gli anni, quando ci sono queste esercitazioni militari, sia quelle sudcoreane, sia quelle congiunte sudcoreane-americane, ci sono dichiarazioni di fuoco da parte della Corea del Nord che si sente effettivamente assediata. Tant’è vero che nella dichiarazione nordcoreana si dice: “Rimandiamo ad una stagione migliore”. Ma la stagione migliore è quella in cui si effettuano regolarmente queste esercitazioni militari. D. – Il presidente statunitense Obama ha fatto sapere che dal prossimo mese rafforzerà la presenza americana in Sud Corea. Ciò avviene in un momento in cui si parla anche di modernizzazione delle testate nucleari … R. – Sì, lo ha detto ieri il segretario della Difesa, Chuck Hagel, spiegando appunto che gli Stati Uniti, per contrastare sia le ambizioni nucleari della Russia e della Cina, sia per difendere gli alleati ‘storici’, che sono il Giappone e la Corea del Sud, intende modernizzare testate nucleari, sottomarini, aerei, missili nucleari.

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