2014-02-19

La Cina rifiuta le accuse di complicità della Commissione ONU

La Cina chiamata in causa esplicitamente dalla Commissione dei tre giuristi quale "complice" dei crimini contro l'umanità commessi dalla Corea del nord, rifiuta "in toto" le accuse e si dice contraria a portare il caso alla Corte penale internazionale perché "non aiuta a migliorare le condizioni dei diritti umani di un paese".  Risposta prevista dalla Commissione Kirby che ha indicato la concreta alternativa di istituire un tribunale ad hoc come quello per l'ex Yugoslavia e quello per il Ruanda. 

E' noto che la Cina rimanda in patria, contro la loro volontà, i nordcoreani che varcano la frontiera comune ai due paesi; li considera  "migranti economici" (illegali) non rifugiati politici. Pur sapendo che al ritorno vengono imprigionati e a volte condannati a morte nel caso di crimini contro lo stato o di proselitismo religioso. Le donne in gravidanza che rimettono piede nel loro paese vengono torturate e costrette ad abortire

La maggior parte degli oltre ventimila nordcoreani rifugiatasi a Seoul negli ultimi vent'anni è transitata per la Cina. Molti, è vero, per aprire attività commerciali o trovare un lavoro nel grande paese vicino o nell'altra metà della penisola "capitalista", visto che il "paradiso"promesso dallo stato dei tre Kim è affondato da decenni e non si vedono prospettive di ripresa in mancanza delle necessarie riforme strutturali.

Al di là dei parchi per divertimenti o della pista da sci, da poco inaugurata che è frequentata dai pochi (dell'elite ) che possono permetterselo o della "vetrina Pyongyang" (nuovi palazzi e marchi famosi esibiti nei negozi) la situazione economica del paese non è migliorata di molto secondo PAM, il Programma Alimentare Mondiale. 

Sotto il regime di Kim Jong Eun, elevato a supremo capo della RPDC (Repubblica Democratica Popolare di Corea) dopo la morte del padre nel dicembre del 2011, la situazione si è fatta più critica per chi vuole lasciare il paese. I controlli sono più severi alle frontiere e la fuoriuscita di esuli ha subito una battuta di arresto.

Il Global Times, voce internazionale del Quotidiano del Popolo, non ha dubbi. Il rapporto della Commissione Kirby è parte della strategia di Washington che vogliono che la Cina eserciti pressioni su Pyongyang per abbandonare i suoi pericolosi progetti nucleari.

La commissione Kirby che invece, ripeto, è un organismo indipendente e ha stilato un rapporto serio e documentato,  ha puntato il dito contro le solite ipocrisie delle diplomazie internazionali, rilevando che il problema dei diritti umani nella RPDC è ben più grave e impellente del disarmo nucleare della Corea del nord perché riguarda la vita quotidiana di circa 24-25 milioni di cittadini della RPDC.

Anche la Cina, che vuole presentarsi come un attore internazionale responsabile, deve rispondere delle sue azioni nei confronti dell'imbarazzante vicino che vanno al di là dei suoi dichiarati "interessi nazionali". I nordcoreani meritano un futuro migliore.

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